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Revisione del piano regolatore, oggi l'avvio dei lavori

prgInsediamento ufficiale, stamattina nella sala Blu di palazzo Thun, del gruppo che lavorerà al progetto di revisione del piano regolatore generale del Comune di Trento. Tutti i soggetti invitati erano presenti a questa prima seduta: oltre al sindaco Alessandro Andreatta e ai tecnici comunali (uno per tutti, il dirigente Giuliano Stelzer, distaccato proprio al progetto Prg), c'erano per l'università i professori Mosè Ricci, che  ha il compito di coordinare i lavori, Bruno Zanon, Giuseppe Scaglione e Sara Favargiotti; per gli ordini professionali, i presidenti Susanna Serafini (Architetti), Antonio Armani (Ingegneri), Stefano Paternoster (Geologi) e Claudio Maurina (Agronomi-Forestali). 

A introdurre i lavori è stato il sindaco, che ha sottolineato la decisione di non procedere alla redazione di un nuovo piano quanto piuttosto a una sua revisione: “Ci occuperemo dei temi più urgenti, prioritari e maturi dal punto di vista politico”, ha spiegato Andreatta. Che poi ha ripercorso le tappe urbanisticamente più rilevanti degli ultimi decenni: dal piano dell'89-'91 alle varianti degli anni Duemila, ai piani attuativi di questo ultimo lustro, durante il quale  si è provveduto anche a fare un lavoro di studio che sarà di fondamentale utilità per la revisione del piano regolatore.

Tanti gli argomenti toccati dalla discussione, che ha avuto tra i suoi fili conduttori il tema dell'innovazione, necessaria per rispondere ai cambiamenti che hanno investito l'urbanistica non meno di altri settori. Basti pensare a una delle ultime varianti, quella dedicata alle richieste di inedificabilità, citata da Stelzer, che si è chiusa con 10 ettari in meno di territorio edificabile (il novanta per cento sono aree produttive). 

“Il compito dell'università è quello di stimolare il gruppo di lavoro con ricerche innovative – ha dichiarato Ricci – Il Prg deve essere giocoforza orientato al futuro, è una promessa di lavoro, di sviluppo, direi anche di felicità”. Tra i temi imprescindibili, citati nel corso della riunione, quelli del riuso e del riciclo delle aree dismesse o in via di dismissione, il cambiamento climatico e la necessità di prevedere “dispositivi urbani” per mitigare il calore, la partecipazione e la condivisione del piano con i professionisti e con tutti i cittadini interessati, l'individuazione delle aree che più si prestano ad attrarre finanziamenti europei, l'attenzione a un'economia della cultura intesa come motore di sviluppo, non solo turistico. E ancora la semplificazione, l'ambiente, la riscoperta del fiume, la valorizzazione del paesaggio (anche sonoro). Sono tutte linee strategiche che dovranno trovare applicazione concreta nel piano regolatore e che saranno approfondite in dettaglio nei prossimi incontri.

Il gruppo di lavoro ha aggiornato i lavori al prossimo 14 giugno.

Trento, 30 maggio 2017

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